CARTONI ANIMATI DISNEY: LA LISTA COMPLETA DAL 1937 AL 2021

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I cartoni animati Disney hanno accompagnato l’infanzia di milioni di bambini di tutto il mondo. Ancora oggi continuano a scandire la vita di ogni piccolo appassionato con storie pregne di sogno e di magia.

Fin dal 1934, data in cui è nata la The Walt Disney Company, i lungometraggi animati di Topolino e compagni ci hanno fatto ridere e ci hanno fatto piangere. I loro personaggi e le loro storie uniche ci hanno insegnato cosa vogliono dire parole come amore, famiglia, amicizia.

Che sia Natale o piena estate, è sempre il momento giusto per farsi trascinare da un cartone animato Disney. Sarà sufficiente scegliere quello perfetto per il momento o per il proprio stato d’animo.

Ancora oggi, sono tra i più ricercati sul web da chi ama il cinema in streaming, ma quasi novant’anni di storia sono difficili da riassumere.

Per questo motivo, con questo articolo proverò a farvi rivivere le straordinarie emozioni che ogni bambino prova ogni volta che si siede al cinema per assistere a un lungometraggio targato The Walt Disney Company.

 

Biancaneve e i sette nani (1937)

Biancaneve e i sette nani è stata la prima pellicola animata della Disney, uscita al cinema nel 1937 e ispirata all’omonima favola dei fratelli Grimm.

La sua realizzazione non fu affatto facile, perché Walt dovette affrontare diversi problemi. Il primo era lo scetticismo degli altri soci in affari, ovvero il fratello Roy e la moglie Lillian.

Il secondo, invece, era il budget che arrivò presto quasi a un milione e mezzo di dollari, cifra molto superiore alle cifre investite fino ad allora dalla società.

Alla fine, la caparbietà di Walt ebbe la meglio e la prima proiezione del film avvenne il 21 dicembre del 1937 presso il Carthay Circle Theatre di Los Angeles. Tra il pubblico, celebrità del calibro di Charlie Chaplin, Mary Pickford, Shirley Temple e Clark Gable.

A partire dal 4 febbraio del 1938, il lungometraggio fu distribuito in tutti gli Stati Uniti. In Italia, invece, fu presentato alla 6ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’8 agosto dello stesso anno. Infine, arrivò al cinema l’8 dicembre, riscuotendo subito un gran successo di pubblico.

La storia è nota ormai a tutti e racconta la vita di Biancaneve, una bellissima fanciulla vittima della gelosia della matrigna che vorrebbe ucciderla, affidando il compito a un cacciatore. Tuttavia, la ragazza riesce a sfuggire all’agguato e si rifugia nella casa in cui vivono sette nani, scoprendo una nuova vita e nuove amicizie.

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Pinocchio (1940)

Tre anni dopo Biancaneve e i sette nani, la Disney portò al cinema un altro grande classico della letteratura per bambini, ovvero Pinocchio di Carlo Collodi.

Nonostante il grande successo del primo lungometraggio, a causa della guerra in Europa, il film non ebbe lo stesso riscontro di pubblico. Per questo motivo, l’investimento iniziale di oltre due milioni di dollari sembrò un fallimento.

Il debutto in sala di Pinocchio avvenne il 7 febbraio del 1940 in un cinema di New York. Due giorni dopo fu proiettato anche a Los Angeles, infine, il 23 febbraio, la RKO Radio Pictures lo distribuì in tutto il Paese.

In Italia, il nuovo film della Disney arrivò soltanto il 5 novembre del 1947. Nel frattempo, infatti, la vita era tornata lentamente alla normalità dopo i disastri della Seconda Guerra Mondiale.

Pinocchio racconta le avventure di un burattino di legno che diventa un bambino vero e va incontro ai rischi di una vita reale in mezzo alla gente.

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Fantasia (1940)

Il 1940 fu anche e, forse soprattutto, l’anno di Fantasia, uno dei lungometraggi animati Disney più amati e conosciuti al mondo.

Il film nacque, essenzialmente, dall’incontro tra Walt Disney e Leopold Stokowsky, uno dei più grandi direttori d’orchestra di quel tempo. L’obiettivo della produzione era quello di creare un lungometraggio in cui “la pura fantasia si rivela… l’azione controllata da un motivo musicale ha grande fascino nel regno dell’irrealtà”. Tuttavia, il risultato non fu quello sperato.

Dopo Pinocchio, infatti, anche Fantasia non suscitò grande interesse, tanto che portò la società sull’orlo del fallimento. Al suo debutto, organizzato in un numero limitato di sale sparse per gli Stati Uniti, il film suscitò reazioni contrastanti e non poté, soprattutto, contare sulla distribuzione europea, a causa della guerra.

Come successo per Pinocchio, in Italia Fantasia arrivò soltanto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e, per la precisione, il 12 aprile del 1946.

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Dumbo – L’elefante volante (1941)

Visto l’infelice risultato ottenuto con Fantasia, la Disney provò a risollevarsi portando al cinema un’altra favola per bambini, stavolta scritta da Helen Aberson e illustrata da Harold Pearl.

Il protagonista della storia è un piccolo e adorabile elefante chiamato Dumbo che vive all’interno di un circo della Florida. L’animale è conosciuto soprattutto per le sue orecchie di grandezza spropositata, ma ben presto saranno proprio queste a farlo diventare una delle maggiori attrazioni del circo.

Il film fu proiettato per la prima volta il 23 ottobre del 1943 in una sala di New York e poi fu distribuito il 31 dello stesso mese. In poche settimane divenne il film più visto e si trasformò in una vera miniera d’oro per la Disney.

Tra i cartoni animati Disney, Dumbo si rivelò, infatti, il maggiore successo cinematografico degli anni ’40 e incassò oltre un milione e mezzo di dollari a fronte di un investimento iniziale di poco di più di 900 mila dollari.

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Bambi (1942)

Sulla scia del successo di Dumbo, la Disney continuò a ispirarsi a racconti e romanzi e, nel 1942, fu la volta di Bambi, la vita di un capriolo dello scrittore austriaco Felix Salten.

Il film è passato alla storia per aver traumatizzato generazioni di bambini, rimasti sconvolti dalla scena della tragica morte della mamma di Bambi, uccisa da un cacciatore e racconta la vita di questo piccolo cerbiatto rimasto solo, ma circondato da tanti amici.

Bambi uscì nelle sale americane in piena Seconda Guerra Mondiale, il 13 agosto del 1942 e come gli altri film Disney usciti in quei tragici anni, non incassò molto, dovendo aspettare la fine della guerra per ottenere i giusti risultati.

L’accoglienza da parte del pubblico non fu delle migliori, soprattutto per la chiara denuncia, da parte della produzione, della violenza dell’uomo sugli animali. Negli Stati Uniti, addirittura, ci fu una vera e propria rivolta dei cacciatori e il film fu definito “un insulto agli sportivi americani”.

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Saludos, Amigos (1943)

Stavolta si tratta di un mediometraggio d’animazione ambientato, per la prima volta, in America Latina. Il film è nato durante un reale viaggio dello staff della Disney in alcune zone del Sud America e, infatti, alle immagini animate si susseguono spezzoni che documentano il viaggio stesso.

La pellicola si compone di quattro episodi, protagonisti dei quali sono Paperino, Pippo e il pappagallo José Carioca, nuovo personaggio Disney appositamente creato per l’occasione.

Proprio perché ambientato in Sud America, la prima del film fu organizzata a Rio de Janeiro il 24 agosto del 1942, mentre fu distribuito negli Stati Uniti il 6 febbraio 1943.

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I tre Caballeros (1945)

Un altro lungometraggio nato durante il viaggio dello staff Disney in Sud America è I tre caballeros. Tra i protagonisti, troviamo Paperino e José Carioca, stavolta in compagnia di Panchito.

Questo film, come anche il precedente, aveva lo scopo di essere una celebrazione del folklore tipico del centro e del Sud America, tra musica e balli. Fu proiettato per la prima volta a Città del Messico il 21 dicembre del 1944.

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Musica Maestro (1946)

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, la Disney provò a rilanciare il musical, producendo Musica Maestro, un ideale seguito di Fantasia. Anch’esso fu suddiviso in capitoli in cui la musica fa da contraltare alle immagini.

Visto il periodo difficile, la Disney scelse di non fermare la produzione, ma di virare su prodotti essenziali e che non richiedessero particolari sforzi narrativi. In questo senso, Musica Maestro è la dimostrazione di una volontà di sperimentare senza cedere ai profondi cambiamenti in atto in tutto il mondo.

Il film uscì negli Stati Uniti il 20 aprile del 1946, mentre in Italia si dovettero aspettare tre anni, prima che sbarcasse nelle sale il 16 dicembre del 1949, in una versione profondamente modificata. Venne, infatti, eliminato il capitolo Casey at the Bat, perché dedicato al baseball, uno sport allora quasi del tutto sconosciuto in Italia.

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Bongo e i tre avventurieri (1947)

Anche questo cartone animato Disney, come i precedenti, fu frutto del materiale raccolto durante la guerra, ma poi non utilizzato. Ne venne fuori, dunque, un film in due episodi, uno dei quali ispirato al famoso racconto Jack e la pianta di fagioli.

La pellicola arrivò nei cinema americani il 27 settembre del 1947, mentre in Italia sbarcò cinque anni più tardi, ovvero il 22 febbraio del 1952, ma senza riscuotere particolare successo.

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Lo scrigno delle sette perle (1948)

Dopo Musica Maestro, la Disney provò ancora una volta a bissare l’operazione Fantasia, proponendo questo nuovo musical formato da sette episodi e caratterizzati, a differenza dei precedenti film, dalla cosiddetta popular music e dal folk.

Il suo destino non fu molto diverso dai precedenti film, perché fu un mezzo fiasco alla sua uscita, avvenuta nelle sale americane il 27 maggio del 1948 e in Europa e in Asia (in Italia, la pellicola sbarcò il 6 giugno del 1951).

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Le avventure di Ichabod e Mr. Toad (1949)

Con Ichabod e Mr. Toad si concluse il ciclo dei cosiddetti film collettivi, ovvero quelli nati durante la guerra e poi terminati in un secondo tempo, attraverso vari episodi.

In questo caso, i capitoli sono due ed entrambi ispirati a illustri romanzi, vale a dire Il vento tra i salici di Kenneth Grahame e La leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irving.

Il film uscì nelle sale americane il 5 ottobre del 1949 e rimane ancora oggi uno dei pochi a non essere mai arrivato in Italia, dove, invece, venne distribuito soltanto in home video il 1° marzo del 2004.

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Cenerentola (1950)

Con Cenerentola, la Disney tornò alle grandi produzioni e inaugurò uno dei decenni più fortunati della casa di produzione.

La storia era ispirata a una favola di origini europee e racconta le vicissitudini di una bella ragazza che viene maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre. Un giorno, però, grazie all’intervento di una Fata Madrina, riesce a conquistare il cuore del Principe azzurro.

Dopo anni difficili, sia dal punto di vista narrativo che economico, con Cenerentola la Disney tornò in vetta ai botteghini di tutto il mondo. I guadagni, infatti, furono stratosferici e il film si piazzò in cima alla classifica degli incassi.

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Alice nel Paese delle Meraviglie (1951)

Rimessasi in sesto economicamente grazie a Cenerentola, la Disney sfornò, un anno più tardi, un altro capolavoro che sarebbe divenuto un classico, ovvero Alice nel Paese delle Meraviglie.

Ispirato al romanzo omonimo di Lewis Carroll, il lungometraggio animato ripercorre le avventure di Alice, ragazzina annoiata dalla vita di tutti i giorni, ma che un giorno scopre un nuovo mondo fantastico, abitato da creature incredibili.

Il film fu distribuito negli Stati Uniti il 26 luglio del 1951, ma non riuscì nell’impresa di recuperare i tre milioni di dollari investiti, fermandosi a poco meno di due e mezzo.

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Le avventure di Peter Pan (1953)

Tra i cartoni animati Disney, questo film era sempre stato uno dei sogni di Walt che, però, a causa dell’impossibilità di acquistare i diritti del libro omonimo e, poi, per la guerra, non era mai riuscito a realizzare.

Gli anni ’50 sembrarono il momento ideale per riprendere in mano il progetto, così ne nacque uno dei film più amati dai bambini ancora oggi.

La storia di Peter, un ragazzo che, per non crescere, decide di viaggiare verso l’isola che non c’è è ancora molto attuale e moderna. Inoltre, fu la conferma che la Disney si fosse ormai trasformata in una fornace di idee e capolavori animati.

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Lilli e il Vagabondo (1955)

Ormai divenuto un marchio amatissimo da bambini e adulti, la Disney compì un ulteriore passo avanti e con Lilli e il Vagabondo girò il suo primo film con pellicola Widescreen Cinemascope.

La storia racconta le avventure di una cagnolina dell’alta borghesia che, dopo aver incontrato il randagio Biagio, vede la sua vita cambiare profondamente, perché tra i due nascerà un amore.

Il film uscì nelle sale americane il 22 giugno del 1955, scatenando le reazioni positive per la nuova modalità Widescreen Cinemascope. Inoltre, registrò incassi record al botteghino (solo nel Nord America arrivò a sette milioni e mezzo di dollari), mentre in Italia, come da tradizione, uscì prima di Natale, il 15 dicembre.

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La bella addormentata nel bosco (1959)

Il decennio d’oro si chiuse con questa pellicola ispirata all’omonima fiaba popolare scritta da Charles Perrault. Al centro delle vicende, la storia della principessa Aurora, una giovane donna condannata a dormire per l’eternità dalla maledizione di una strega. Soltanto un bacio di vero amore, potrà risvegliarla.

Uscito nelle sale americane il 29 gennaio del 1959, all’inizio il film registrò un tiepido riscontro da parte del pubblico, ma poi venne rivalutato nel tempo e considerato, ancora oggi, uno dei maggiori capolavori Disney.

In Italia arrivò il 1° dicembre dello stesso anno, riscuotendo un discreto successo. gli ottimi incassi aiutarono la casa di produzione a recuperare il budget iniziale di circa sei milioni e a ottenere un lieve guadagno.

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La carica dei 101 (1961)

Gli anni ’60 sono importanti per la Disney che imboccò una nuova strada cinematografica, mettendo al centro delle storie gli animali.

Con La carica dei 101, ci viene raccontata una favola moderna in cui le persone lasciano il ruolo da protagonista a dei cani. Contro di loro, la malvagia Crudelia De Mon, una donna che vorrebbe usare dei cuccioli per farne delle pellicce.

Il film uscì nei cinema americani il 25 gennaio del 1961 e si contraddistinse per essere il primo cartone animato realizzato con la tecnica xerografica, grazie alla quale si riuscì a risparmiare sull’uso dell’inchiostro.

Girato con un budget di circa 4 milioni di dollari, La carica dei 101 fu uno dei film Disney di maggiore successo del decennio, grazie a un incasso di oltre 14 milioni di dollari solo negli Stati Uniti e in Canada.

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La spada nella roccia (1963)

Due anni più tardi, per il suo diciottesimo lungometraggio animato, la Disney si ispirò alla leggenda di Re Artù, nonché al romanzo omonimo di T.H. White e produsse La spada nella roccia.

Si tratta della storia di un giovane e maltrattato scudiero di nome Semola che riesce a estrarre dalla roccia la famosa spada, diventando, di diritto, pretendente al trono d’Inghilterra.

Tra i cartoni animati Disney, questo passò alla storia perché fu l’ultimo a uscire al cinema prima della morte di Walt, avvenuta tre anni più tardi e registrò un ottimo successo al botteghino.

Girato con un budget di circa quattro milioni di dollari, ne incassò, infatti, oltre trentaquattro milioni in tutto il mondo.

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Il libro della giungla (1967)

Il libro della giungla fu l’ultimo cartone animato Disney prodotto da Walt Disney in persona, il quale morì durante la lavorazione, il 15 dicembre del 1966.

Ispirato al libro omonimo di Rudyard Kipling, il lungometraggio racconta le avventure del piccolo Mowgli, un orfano cresciuto nella giungla in compagnia di un branco di lupi, dell’orso Baloo e della pantera Bagheera.

L’accoglienza al cinema fu molto positiva, sia per il film sia per la colonna sonora che divenne molto popolare tra i bambini.

In tutto il mondo, Il libro della giungla incassò oltre settanta milioni di dollari e si aggiudicò il premio Oscar per la miglior canzone (The Bare Necessities).

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Gli Aristogatti (1970)

Dopo La carica dei 101, nel 1970 la Disney tornò a raccontare una storia con protagonisti gli animali in Gli Aristogatti, un travolgente cartone animato narrato a ritmo di jazz.

Protagonista del film è una famiglia di gatti composta da mamma, papà e tre cuccioli che ricevono una ricca eredità da una nobildonna parigina. Tuttavia, dovranno vedersela col perfido maggiordomo Edgar, deciso a impadronirsi del ricco lascito.

La pellicola fu distribuita negli Stati Uniti l’11 dicembre del 1970, mentre in Italia sbarcò un anno più tardi, il 13 novembre del 1971.

Ebbe uno straordinario successo in tutto il mondo, recuperando in fretta i 4 milioni di budget e risultando la più popolare “general release” al box office inglese nel 1971.

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Robin Hood (1973)

Dopo aver raccontato la leggenda di Re Artù, la Disney spostò la sua attenzione sul personaggio di Robin Hood, il famoso ladro che rubava ai ricchi per dare ai poveri.

Anche stavolta, per raccontare la storia, la casa di produzione si affidò agli animali. In questo modo, Robin Hood e Lady Marian si trasformarono in due volpi, Little John divenne un orso, mentre il perfido Principe Giovanni un leone codardo e smidollato.

Il film uscì nei cinema americani l’8 novembre del 1973, mentre in Italia si dovette aspettare quasi un anno, fino al 10 ottobre del 1974.

Anche in questo caso, il successo al botteghino fu clamoroso, visto che a fronte di un budget di circa 1,5 milioni di dollari, il film ne incassò quasi 10.

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Le avventure di Winnie the Pooh (1977)

Tre anni più tardi, la Disney decise di dedicare il primo lungometraggio al buffo orsacchiotto goloso di miele, già molto amato dai bambini di tutto il mondo.

Per l’occasione, una voce narrante racconta, dalla stanza del bambino Christopher Robin, le simpatiche avventure di Pooh e i suoi amici nel Bosco dei Cento Acri.

Il film uscì in America l’11 marzo del 1977, ottenendo un ottimo riscontro sia di pubblico che si critica. In Italia, invece, non arrivò mai al cinema, ma fu distribuito in home video vent’anni più tardi.

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Le avventure di Bianca e Bernie (1977)

Nello stesso anno del debutto di Winnie the Pooh, la Disney lanciò altri due simpatici personaggi, ovvero i topolini Bianca e Bernie. I due sono degli agenti che fanno parte della Società Segreta di Salvataggio, il cui obiettivo è quello di salvare le vittime di rapimento.

In questo film, i due protagonisti sono impegnati a ritrovare la piccola Penny, un’orfana di cui si sono perse le tracce.

Uscito negli Stati Uniti il 22 giugno del 1977, il film fu uno dei maggiori successi di quegli anni, incassando circa 48 milioni di dollari, a fronte di un investimento di 7,5. Inoltre, vinse anche un Premio Oscar per la miglior canzone.

In Italia uscì il 15 dicembre dello stesso anno e divenne, in pochi giorni, uno dei film più visti del periodo natalizio.

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Red e Toby – Nemiciamici (1981)

Quattro anni più tardi la Disney passò da Bianca e Bernie a Red e Toby, puntando ancora su due animali, il cui rapporto di amicizia è sempre in bilico a causa della loro natura. Red, infatti, è una volpe, mentre Toby è un cane da caccia.

Il film si ispirò al romanzo The Fox and the Hound di Daniel P. Mannix e fu uno dei più costosi prodotti dalla Disney, grazie ai 12 milioni di dollari di budget. Negli Stati Uniti uscì il 10 luglio del 1981, mentre in Italia arrivò il 19 novembre.

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Taron e la pentola magica (1985)

Per il 25° lungometraggio animato della sua storia, la Disney puntò su un’avvincente avventura che vede il giovane protagonista Taron impegnato nel recupero un potentissimo oggetto magico in possesso del perfido re Cornelius. Insieme a lui, una banda di stravaganti amici.

Il film si basò sui primi due romanzi della serie scritta da Aloyd Alexanders, ovvero Le cronache di Prydain e uscì nei cinema americani il 24 luglio del 1985, ma senza avere il successo sperato.

Ancora oggi, infatti, Taron e la pentola magica è uno dei film di minor successo della Disney, ma, soprattutto, il primo a non contenere nessuna canzona, né cantata né di sottofondo.

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Basil l’Investigatopo (1986)

Dopo Bianca e Bernie, la Disney puntò su un altro topo, ovvero Basil, personaggio nato dalla fantasia della scrittrice per bambini Eva Titus, autrice di una serie di libri in cui il protagonista è una parodia del grande investigatore Sherlock Holmes.

In questa sua prima avventura, Basil è impegnato a ritrovare Hiram Flaversham, un giocattolaio rapito dal perfido Rattigan, intenzionato a creare un sosia giocattolo della regina d’Inghilterra.

Il film fu distribuito nei cinema americani il 2 luglio del 1986 e restituì alla Disney quanto Taron e la pentola magica gli aveva tolto, sia come successo di pubblico che come apprezzamento della critica.

Ai botteghini di tutto il mondo incassò, infatti, oltre 50 milioni di dollari, a fronte di un budget di 14.

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Oliver & Company (1988)

Anche in questo cartone animato Disney, i gatti sono protagonisti e la pellicola si ispira al romanzo Oliver Twist di Charles Dickens.

Al centro della storia, il giovane gatto randagio Oliver che si trova a dover combattere contro la banda del ricettatore Fagin, composta, senza nemmeno dirlo, da cani.

Il film uscì nei cinema americani il 18 novembre 1988, arrivando in Europa un anno più tardi (in Italia il 1° dicembre 1989) ed ebbe un così grande successo commerciale che spinse la Disney a impegnarsi a produrre un cartone animato all’anno.

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La Sirenetta (1989)

Con questo film, uno dei più amati dagli appassionati, si aprì una nuova era per la Disney, ribattezzata “Rinascimento” per il grande successo riscosso in tutto il mondo.

La casa di produzione tornò, infatti, a ispirarsi alle antiche fiabe per bambini (in questo caso quella omonima di Hans Christian Andersen). Tuttavia, riuscì a sfruttare al meglio le tecnologie disponibili nel settore cinematografico e dell’animazione.

La storia racconta le avventure della giovane sirena Ariel che, affascinata dall’uomo e dalla vita sulla terraferma, decide di andare alla scoperta di un mondo nuovo e ignoto.

La Sirenetta è, ancora oggi, uno dei lungometraggi animati della Disney che ha registrato il maggiore incasso, con i suoi 211 milioni di dollari tra la prima uscita e le successive redistribuzioni in tutto il mondo.

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Bianca e Bernie nella terra dei canguri (1990)

Visto l’ottimo successo del primo film, nel 1990 la Disney decise di proporre una nuova avventura di Bianca e Bernie. Stavolta i due si trovano in Australia, con l’obiettivo di salvare un raro esemplare di aquila dorata.

Nonostante le aspettative della produzione, il film guadagnò meno del previsto, fermandosi a circa 47 milioni di dollari e risultò uno dei peggiori incassi di quegli anni.

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La Bella e la Bestia (1991)

Il periodo d’oro della Disney proseguì un anno più tardi con La Bella e la Bestia, film che narra le vicende di un giovane principe che viene trasformato in bestia da una fata. Il terribile incantesimo potrà essere spezzato soltanto quando una ragazza si innamorerà di lui nonostante il suo aspetto.

Il film uscì nei cinema americani il 13 novembre del 1991 e in Italia il 2 dicembre dell’anno dopo. Inoltre, passò alla storia per essere stato il primo film di animazione a ricevere una candidatura agli Oscar come miglior film.

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Aladdin (1992)

La corsa inarrestabile dei cartoni animati Disney proseguì con Aladdin, lungometraggio animato che riprende il racconto Aladino e la lampada meravigliosa. Al centro delle vicende, un giovane ladro che si innamora della principessa Jasmine.

Il film bissò lo straordinario successo di La Bella e la Bestia e registrò l’incasso record di 504 milioni di dollari in tutto il mondo, tenuto anche conto del budget iniziale di appena 28 milioni.

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Il Re Leone (1994)

La Disney passò da un record all’altro con Il Re Leone, storia del piccolo Simba che, dopo aver perso il padre, deve combattere con il perfido zio Scar per difendere le Terre del Branco.

Ancora oggi, Il Re Leone è il lungometraggio di animazione che ha incassato più nella storia del cinema, con circa 970 milioni di euro in tutto il mondo. Inoltre, ha vinto due premi Oscar, per la miglior colonna sonora ad Hans Zimmer e per la miglior canzone (Can You Feel The Love Tonight) a Elton John e Tim Rice.

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Pocahontas (1995)

Per il suo 33mo lungometraggio animato, Disney decise di ispirarsi, per la prima volta, a un fatto realmente accaduto e raccontò la storia di Pocahontas. La protagonista è una nativa americana che, nel 1607, salvò la vita a John Smith, un colono britannico sbarcato nel nuovo mondo.

Il film suscitò reazioni contrastanti, tra chi lo accusava di razzismo e chi, invece, ne apprezzava la maggiore maturità rispetto ai canoni della Disney. Tuttavia, al botteghino andò molto bene, incassando, in tutto il mondo, quasi 350 milioni di dollari.

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Il gobbo di Notre Dame (1996)

Nel 1996, la Disney tornò a cavalcare il genere musicale con questo film molto cupo e drammatico, ispirato al romanzo di Victor Hugo Notre-Dame de Paris.

La figura di Quasimodo, in cui mi mescolano diverse e contrastanti pulsioni e alcuni temi trattati, come quelli del peccato e della dannazione, hanno diviso pubblico e critica. Ciononostante, Il gobbo di Notre Dame è stato il quinto maggior incasso di quell’anno, grazie ai 325 milioni di dollari guadagnati in tutto il mondo.

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Hercules (1997)

L’anno successivo, la Disney compì un mezzo passo falso con Hercules, un cartone animato che racconta il rapimento del piccolo Hercules, figlio di Zeus e Hera, nel tentativo di renderlo mortale. Dopo che viene salvato e adottato da due contadini, il protagonista si metterà alla ricerca della sua vera casa.

Il film ottenne delle critiche positive, ma il pubblico la pensò diversamente e le reazioni furono abbastanza tiepide, tanto che incassò, in tutto il mondo, poco più di 250 milioni di dollari. Il motivo principale fu il poco interesse di adolescenti e adulti a una storia troppo puerile.

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Mulan (1998)

Dopo essersi ispirati alla storia di Pocahontas, Disney esplorò un nuovo mercato con Mulan, storia che racconta la leggenda dell’eroina cinese Hua Mulan. La protagonista è una donna coraggiosa che decide di arruolarsi per difendere la Cina dagli Unni.

Uscito negli Stati Uniti il 19 giugno del 1998, il film arrivò in Italia il 25 novembre, riscuotendo un buon successo di pubblico e raggiungendo un incasso mondiale di oltre 300 milioni di euro.

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Tarzan (1999)

Alla fine del millennio, Disney decise di produrre il primo film di animazione dedicato a Tarzan, eroe molto amato da grandi e piccoli.

La storia si ispira al romanzo omonimo di Edgar Rice Burroughs e racconta le avventure di Tarzan. Un giorno la sua vita viene sconvolta dall’arrivo di un gruppo di esploratori, tra cui una ragazza di cui il giovane si innamora.

Il film uscì in America il 3 giugno del 1999 e in Italia il 3 dicembre, suscitando grande interesse ed entusiasmo tra il pubblico. Fu talmente apprezzato da diventare il quinto incasso di sempre della Disney, sfiorando i 450 milioni di dollari.

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Fantasia 2000 (2000)

In occasione del nuovo Millennio, la Disney provò a riproporre uno dei primissimi lungometraggi animati, ovvero Fantasia.

Questa volta il film fu composto da otto segmenti, ma mantenne il suo obiettivo originario, ovvero mettere la musica al centro dello spettacolo.

L’accoglienza fu abbastanza fredda tanto che il film arrivò nel mercato home video poco dopo l’uscita al cinema. Tuttavia, divenne comunque importante perché fu il primo in cui la Disney usò l’animazione in CGI.

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Dinosauri (2000)

Il 2000 fu anche l’anno di Dinosauri, una delle prime pellicole Disney in cui venne usata l’animazione in CGI. Il film racconta le avventure di Aladar, un iguanodonte rimasto orfano e adottato da un gruppo di lemuri.

Il film fu il può costoso dei tre prodotti dalla Disney nel 2000, coi suoi oltre 127 milioni di dollari di budget. Ciononostante, ottenne un gran successo di pubblico e incassò, ai botteghini di tutto il mondo, quasi 350 milioni di dollari.

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Le follie dell’Imperatore (2000)

Per il suo lungometraggio animato numero 40, la Disney propose una storia grottesca, il cui protagonista è il re Kuzco, trasformato in un lama da Yzma, una sua ex consigliera. Per riavere le sembianze umane, il giovane imperatore dovrà chiedere aiuto a un contadino che gli permetterà di scoprire il suo lato migliore.

Il film ricevette recensioni positive, ma al botteghino fu un mezzo flop, perché a fronte di un investimento di circa 100 milioni di dollari, ne incassò pochi di più.

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Atlantis – L’impero perduto (2001)

Con questo film, la Disney racconta il mito di Atlantide, attraverso il viaggio di Milo Thatch. Il protagonista è un giovane linguista di Washington che vuole realizzare il sogno del nonno scomparso, ovvero partire alla ricerca della città perduta.

Ciò che caratterizza questo nuovo lungometraggio animato è il ritorno alla pellicola in 70 mm, cosa che non accadeva dal 1985 in occasione di Taron e la pentola magica. Per quanto riguarda, invece, gli incassi, non andò molto lontano, perché a fronte di un budget di 120 milioni di dollari, non arrivò a guadagnarne nemmeno 190.

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Il pianeta del tesoro (2002)

Un anno più tardi, la Disney tornò a raccontare un altro mito, ovvero quello dell’isola del tesoro. L’ispirazione rimase il famoso romanzo di Robert Louis Stevenson, ma l’ambientazione fu spostata nello spazio.

La storia è quella del giovane Jim Hawkins, a cui, un giorno, un alieno consegna un misterioso globo metallico. Presto, il ragazzo scoprirà che dentro c’è la mappa del tesoro nascosto di capitano Flint.

Nonostante le aspettative e la candidatura agli Oscar come miglior film d’animazione, il film si rivelò uno dei peggiori flop della storia della Disney. A fronte di un budget di 140 milioni di dollari, non ne incassò nemmeno 110.

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Lilo & Stitch (2002)

Come il precedente, anche questo film è stato candidato agli Oscar come miglior film d’animazione. La pellicola racconta l’amicizia tra Lilo, una ragazzina che vive nell’isola di Kauai insieme alla sorella e Stitch, una creatura aliena indistruttibile e dalle incredibili capacità di apprendimento.

Il suo destino fu molto diverso da Il pianeta del tesoro, perché in questo caso la Disney sbancò i botteghini, incassando oltre 270 milioni di dollari, a fronte di un budget di 80. Soprattutto, però, la pellicola diede vita a un franchise vivo ancora oggi e che coinvolse serie televisive e tre sequel.

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Koda, fratello orso (2003)

La Disney rimase sulla cresta dell’onda anche l’anno successivo, grazie a questo cartone animato che ha come protagonista Kenai, un giovane orfano appartenente alla tribù Inuit. La sua missione è quella di vendicarsi dell’orso che ha ucciso il fratello, ma, per uno strano sortilegio, anche lui viene trasformato in orso.

Per la Disney, Koda, fratello orso fu la terza nomination consecutiva agli Oscar, nella categoria miglior film d’animazione. Inoltre, bissò il successo di Lilo & Stitch, incassando oltre 250 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un investimento di circa 45.

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Mucche alla riscossa (2004)

Con questo film, la Disney fece un salto nel vecchio West, raccontando le avventure di tre simpatiche mucche alle prese con un ladro di bestiame.

Nonostante le recensioni, tutto sommato, positive, la pellicola non ottenne lo stesso successo dei film precedenti. Gli incassi, infatti, si fermarono a 145 milioni di dollari, a fronte di un budget di 110.

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Chicken Little – Amici per le penne (2005)

Animali ancora protagonisti anche in questo lungometraggio animato ispirato all’omonima fiaba. Stavolta, però, è il turno di un piccolo pollo impegnato a salvare il mondo da un’invasione aliena.

L’accoglienza al cinema fu ottima, anche perché in molti Paesi, tra cui l’Italia, il film uscì sotto Natale, incassando quasi 315 milioni di dollari a fronte di un investimento iniziale di 150.

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I Robinson – Una famiglia spaziale (2007)

Per questo lungometraggio animato, la Disney si ispirò al libro A Day with Wilbur Robinson di William Joyce. La storia racconta le avventure di Lewis, un bambino di 12 anni che vive in un orfanotrofio e che un giorno si imbatte in un ragazzo che proviene dal futuro.

Sia negli Stati Uniti che in Italia, il film non ebbe grande successo e incassò 169 milioni d’euro in madre patria e appena 732 mila euro nel nostro Paese.

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Bolt – Un eroe a quattro zampe (2008)

I cani tornano in primo piano in Bolt – Un eroe a quattro zampe. Protagonista è un cagnolino star (inconsapevole) di una serie tv e impegnato nella ricerca della sua padroncina scomparsa.

Con questo film, la Disney incassò in tutto il mondo quasi 310 milioni di dollari. Inoltre, tornò a ricevere diverse candidature agli Oscar, tra cui quella per il miglior film d’animazione.

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La principessa e il ranocchio (2009)

Per questo nuovo cartone animato Disney, la produzione tornò a ispirarsi a una fiaba dei fratelli Grimm. La storia è quella di Tiana, una ragazza che vive a New Orleans e che lavora giorno e notte per realizzare il sogno di aprire un ristorante. Sulla sua strada, però, incontrerà un principe-ranocchio che invece di tornare umano trasforma Tiana in rana.

La principessa e il ranocchio è considerato il primo film del cosiddetto “Secondo Rinascimento Disney”, in cui la casa di produzione tornò a usare l’animazione tradizionale e riprese spunto da favole dal sapore classico.

Al cinema, il film ebbe un ottimo successo e, a fronte di un budget di 100 milioni, ne incassò circa 270.

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Rapunzel – L’intreccio della Torre (2010)

Anche per il suo 50° lungometraggio animato, la Disney ricorse a una fiaba dei Fratelli Grimm. Stavolta, però, raccontò la storia di questa bellissima ragazza dai capelli lunghissimi e dorati che, dopo l’arrivo di un giovane furfante di nome Flynn, scoprirà il suo vero passato.

A oggi, Rapunzel è ancora il settimo migliore incasso della storia della Disney. Al botteghino, infatti, raggiunse quasi 600 milioni di dollari. Inoltre, ha dato vita anche a una serie tv e a un sequel.

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Winnie the Pooh – Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri (2011)

Dopo la prima avventura del 1977, la Disney tornò a raccontare una storia con protagonista Winnie the Pooh, sempre alla disperata ricerca di miele. Stavolta l’orsetto deve scoprire il mistero che si nasconde dietro la sparizione della coda dell’amico Ih-Oh e della scomparsa del piccolo Christopher Robin.

Anche questo film fu realizzato tramite animazione tradizionale, ma al cinema fu un flop e incassò soltanto 50 milioni di dollari. Per questo motivo, la Disney si convinse ad abbandonare definitivamente questa tecnica ormai obsoleta.

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Ralph Spaccatutto (2012)

Con Ralph Spaccatutto la Disney tornò alla ribalta, raccontando la storia di un personaggio dei videogiochi. Il protagonista, stanco di essere il cattivo, decide di fuggire dal suo mondo per conquistarsi un nuovo ruolo. Tuttavia, si ritrova in Sugar Rush, un altro videogioco dove dovrà superare diverse prove.

Dopo i deludenti risultati di Winnie the Pooh, la Disney tornò a fare grandi incassi al botteghino (oltre 470 milioni di dollari). Inoltre, ricevette una nuova candidatura agli Oscar, nella sezione miglior film d’animazione.

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Frozen – Il regno di ghiaccio (2013)

Dopo esserci andata vicina con Ralph Spaccatutto, la Disney vinse finalmente l’Oscar per il miglior film d’animazione con Frozen – Il regno di ghiaccio. È la storia di Anna, secondogenita della famiglia reale di Arendelle, impegnata nella ricerca della sorella Elsa, rimasta intrappolata in un regno fatto tutto di ghiaccio.

Oltre all’Oscar come miglior film d’animazione, Frozen si aggiudicò la statuetta anche per la miglior canzone (Let It Go). Inoltre, rimane, ancora oggi, uno dei più grandi successi degli ultimi anni, anche grazie agli incassi, arrivati oltre il miliardo e duecento milioni di dollari.

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Big Hero 6 (2014)

Sull’onda dello straordinario successo di Frozen, la Disney produsse un altro lungometraggio animato da Oscar, ovvero Big Hero 6, ispirato a un fumetto della Marvel.

Il film vinse l’Oscar per il miglior film d’animazione e racconta l’amicizia tra Hiro e un robot gonfiabile, ideato dal fratello di Hiro e la loro battaglia contro un pericoloso criminale.

La pellicola riscosse così tanto successo che venne prodotta anche una serie tv ancora oggi in onda.

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Zootropolis (2016)

Tra i cartoni animati Disney, questo è uno di quelli che punta più sulla diversità e l’impegno civile. La storia vede al centro delle vicende le difficoltà che una coniglietta  deve affrontare all’interno del dipartimento di Polizia della città che dà il nome al film.

Judy Hopps, infatti, si ritroverà presto a dover combattere una battaglia tutta personale e a risolvere un mistero che destabilizza la città.

Anche stavolta la Disney fece centro, aggiudicandosi un altro Oscar per il miglior film d’animazione. Inoltre, fece registrare uno straordinario successo di pubblico che rese Zootropolis uno dei più grandi successi cinematografici della storia con oltre 1 miliardo di dollari incassati.

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Oceania (2016)

Nello stesso anno, uscì al cinema questo film ispirato alle leggende polinesiane. Al centro delle vicende, le avventure della giovane Vaiana Waialiki, decisa a imbarcarsi nel viaggio per trovare il cuore di Te Fiti, piccola pietra verde in grado di creare la vita.

Il film non bissò il successo di Zootropolis, ma fu ben accolto da pubblico e critica e incassò oltre 640 milioni di dollari in tutto il mondo.

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Ralph spacca internet (2018)

Dopo lo straordinario successo del primo capitolo, la Disney propone un’altra avventura di Ralph spaccatutto, stavolta alle prese con la rete internet. Il protagonista sarà impegnato nella ricerca sul web di un oggetto che permetterebbe al videogioco Sugar Rush di tornare attivo.

Al cinema, il film andò meglio del primo, arrivando a incassare circa 528 milioni di dollari e ricevette la candidatura agli Oscar come miglior film d’animazione.

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Frozen II – Il segreto di Arendelle (2019)

L’attesissimo seguito delle avventure di Anna ed Elsa arrivò appena tre anni dopo il primo capitolo. Stavolta, le due sorelle sono impegnate a scoprire la verità sul passato del regno di Arendelle.

Il film registrò diversi record, tra cui quello di film d’animazione che ha incassato di più nella storia del cinema, grazie al miliardo e 446 milioni di dollari registrati ai botteghini di tutto il mondo. Inoltre, è ancora oggi, al decimo posto come migliore incasso assoluto nella storia del cinema.

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Raya e l’ultimo drago (2021)

Tra i cartoni animati Disney, questo è il più recente nonché il 59° della storia della casa di produzione americana. Racconta le avventure di Raya, una giovane guerriera del mondo di Kumandra impegnata nella ricerca dell’ultimo leggendario drago.

A causa della pandemia di Covid-19, il film è uscito, in contemporanea, al cinema e sulla piattaforma on-demand Disney+, raccogliendo critiche positive da parte del pubblico.

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